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Motori mild hybrid Mercedes: cosa cambia per l’AdBlue?

Il motore diesel di oggi non è più quello di dieci o quindici anni fa. L’evoluzione normativa, sempre più stringenti e rigorose, insieme alla ricerca di maggiore efficienza, al naturale progresso tecnologico e alla spinta verso una mobilità più sostenibile, ne hanno trasformato in modo significativo struttura e funzionamento.

Accanto al propulsore tradizionale si sono affermati sistemi di post-trattamento dei gas di scarico sempre più evoluti e soluzioni di elettrificazione leggera capaci di ottimizzare consumi ed emissioni.

È proprio in questo contesto che si inserisce una delle tecnologie ormai più diffuse nel panorama automotive contemporaneo: il mild hybrid, adottato in modo esteso anche su numerose motorizzazioni Mercedes.

In questo articolo analizziamo come funziona questa evoluzione dei motori diesel, con particolare riferimento alle soluzioni adottate da Mercedes, e in che modo interagisce con uno degli elementi ormai imprescindibili per questi propulsori: l’AdBlue.

 

AdBlue e motori Mercedes: tecnologia e funzionamento

L’AdBlue è una soluzione costituita da urea ad elevata purezza e acqua demineralizzata. Non è un additivo del carburante, ma un liquido che ha il suo apposito serbatoio sulle vetture e che viene iniettato nel sistema di scarico dei veicoli diesel dotati di sistema SCR (Selective Catalytic Reduction). Il suo compito è quello di ridurre gli ossidi di azoto (NOx), tra gli inquinanti più critici prodotti dalla combustione del gasolio.

L’introduzione di questo additivo è stata resa obbligatoria con l’entrata in vigore delle normative Euro 6, che ha imposto limiti stringenti sulle emissioni di NOx). Introdotto inizialmente sui veicoli industriali e commerciali, il sistema è stato progressivamente esteso anche alle autovetture.

Nel caso della casa di Stoccarda, l’adozione dellAdBlue Mercedes è ormai una costante su tutte le motorizzazioni diesel di ultima generazione. Mercedes utilizza da anni la tecnologia SCR (inizialmente sotto la denominazione BlueTEC) per rispettare le normative europee sulle emissioni.

Tra le principali famiglie di motori troviamo il quattro cilindri OM654, montato su modelli come Classe A, C, E e diversi SUV della gamma, e il sei cilindri OM656, utilizzato su vetture di fascia superiore come Classe E, S, GLE e GLS. Anche i veicoli commerciali come Sprinter e Vito adottano lo stesso principio tecnico.

 

Motori mild hybrid Mercedes: come funzionano

Mercedes è stata tra le prime case premium a introdurre in modo sistematico questa tecnologia nella propria gamma, a partire dal 2017-2018, inizialmente su motorizzazioni benzina e successivamente anche su diversi diesel di ultima generazione.

Il motore mild hybrid (o “ibrido leggero”) abbina al propulsore termico tradizionale un piccolo motore elettrico (spesso integrato nell’alternatore-starter) alimentato da una batteria dedicata, generalmente a 48 Volt. A differenza dei “full”, il mild hybrid non consente di viaggiare in modalità completamente elettrica: il motore elettrico supporta quello termico in alcune fasi (come l’avviamento, le accelerazioni o le ripartenze dopo uno stop). L’obiettivo è quindi quello di migliorare l’efficienza complessiva del motore termico e ridurre i consumi di carburante.

Il sistema a 48 Volt è diventato progressivamente una caratteristica distintiva di molti modelli della casa tedesca, dalle berline come Classe C ed E fino ai SUV e ai veicoli di fascia superiore.

 

Cosa cambia per l’AdBlue sui motori mild hybrid

L’introduzione del mild hybrid non elimina il sistema SCR, né rende superfluo l’uso dell’AdBlue. Tuttavia, modifica in parte il modo in cui il motore lavora e, di conseguenza, il comportamento complessivo del sistema di riduzione delle emissioni.

Innanzitutto, il supporto elettrico consente al motore diesel di operare più spesso in condizioni di carico ottimale. Nelle fasi di accelerazione, il motore elettrico fornisce una spinta aggiuntiva che riduce lo sforzo immediato del propulsore termico. Questo può contribuire a una combustione più regolare e, in alcuni casi, a una produzione leggermente più contenuta di ossidi di azoto nelle situazioni di guida più stressanti.

In ambito urbano, la funzione start-stop evoluta tipica dei mild hybrid spegne il motore con maggiore frequenza e lo riavvia in modo più rapido e fluido. Meno tempo di funzionamento al minimo significa, in generale, una gestione più efficiente delle emissioni. Tuttavia, il sistema SCR continua a entrare in funzione ogni volta che il motore è attivo e le temperature dei gas di scarico raggiungono i livelli necessari per la reazione chimica.

 

I motori mild hybrid fanno diminuire il consumo di diesel?

Dal punto di vista pratico, molti autisti si chiedono se il consumo di AdBlue diminuisca in modo significativo su un diesel mild hybrid rispetto ad un diesel tradizionale. La risposta è: non in modo radicale.

L’AdBlue viene dosato in base alla quantità prodotta e alle condizioni di guida. Se il mild hybrid contribuisce ad una guida più efficiente e a carichi mediamente inferiori del motore, può verificarsi una leggera ottimizzazione del consumo di AdBlue. Tuttavia, non si tratta di una riduzione tale da modificare drasticamente gli intervalli di rabbocco.