Il mercato delle macchine da lavoro rallenta la crescita

Il mercato delle macchine da lavoro rallenta la crescita
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Una piccola pausa per il mercato italiano delle macchine da costruzione, che nei primi tre mesi del 2017 registra risultati ancora positivi, ma meno elevati rispetto alle prestazioni dell’anno scorso. Nulla di particolarmente preoccupante, secondo gli esperti, che intravedono ulteriori spazi per lo sviluppo complessivo del comparto.

Una pausa che non preoccupa

Nello specifico, l’ultima rilevazione di Unacea, una delle principali associazioni del settore, rivela che nel primo trimestre dell’anno in corso sul mercato nazionale sono state immesse poco più di duemila macchine per costruzioni (per la precisione, 2.094), ovvero il sei per cento in più di quanto rilevato nello stesso periodo del 2016; bene soprattutto il settore delle macchine per il movimento terra, che ha totalizzato 2.005 vendite, mentre quello delle macchine stradali ha portato a casa 89 transazioni.



Come crescere ancora

Il presidente dell’associazione Unacea ha analizzato in maniera positiva il risultato, sottolineando che “la crescita del mercato italiano continua, ma su livelli più contenuti di quelli registrati lo scorso anno”. Come accennato, inoltre, a far ben sperare per lo sviluppo ulteriore del comparto ci sono alcuni fattori, a cominciare dalla spinta per incentivare l’utilizzo di macchine di ultima generazione: non a caso, la stessa Unacea (insieme alle altre associazioni del settore Ascomac e Assodimi) ha chiesto un intervento alle amministrazioni comunali, presentando delle proposte specifiche per spingere sul rinnovamento del parco mezzi.

Benefici per l’ambiente

Dello sviluppo tecnologico del settore potrebbe beneficiare anche l’ambiente: grazie alle loro caratteristiche, le macchine di ultima generazione generano un ridotto apporto sul versante delle emissioni di anidride carbonica e, in generale, hanno un impatto minore sull’ambiente, e una loro maggior diffusione contribuirebbe al benessere generale, specie nei centri abitati. Senza trascurare anche il costo (non solo “green”, ma economico) delle sanzioni che l’Ue infligge ciclicamente all’Italia per lo sforamento dei limiti riguardanti la presenza di particolato nell’aria.

L’influenza della tecnologia

Sempre in tema di sviluppo tecnologico, anche il digitale e il Web possono offrire nuovi strumenti per semplificare il processo di acquisto dei macchinari o di accessori specifici come le benne: oggi, infatti, grazie ai servizi proposti da piattaforme online si possono completare tutte le procedure in pochi colpi di clic e visualizzare in pochi secondo le offerte presenti sui siti specializzati, come il catalogo delle benne per macchine sollevamento e movimento terra presenti su Giffi Market, uno dei primi esempi a livello nazionale.

Cala l’usato

Se il mercato del nuovo continua a puntare in ambiente positivo, le vendite delle macchine usate non stanno godendo della stessa buona salute: lo rivela un approfondimento della rivista specializzata Macchine Edili News, che fa il punto sullo stato dell’arte di un comparto generale legato a settori di lavoro come costruzioni, trasporto e agricoltura.

Meno quantità, poca qualità

In questo articolo si legge che il mercato dell’usato continua a risentire della contrazione delle vendite legate al nuovo, progressiva dal 2008 a oggi (ancora non si raggiungono i volumi precrisi); come sempre, infatti, l’usato è figlio del nuovo, e le mutate condizioni economiche rendono più difficile anche reperire macchine di qualità. Oltre al volume complessivo delle vendite, allo stesso tempo cala anche la qualità delle macchine offerte.



L’esempio francese

La speranza per i costruttori e i concessionari è che l’Italia si avvii lungo un cammino di ripresa sostanziale, il cui volano sembra essere principalmente un programma di investimento in lavori pubblici ad ampio respiro, inseriti all’interno di un corposo e preciso piano di sviluppo infrastrutturale preciso. Possibili esempi arrivano dagli Stati nostri vicini, come la Francia, dove fino al 2025 prenderà vita il progetto Grand Paris, imponente stanziamento di 40 miliardi di euro che dovrebbe rendere la regione dell’Ile de France un polo di eccellenza mondiale, attraverso la realizzazione della rete ferroviaria metropolitana, 200 km di linea ferroviaria, 70 nuove stazioni, un numero considerevole di nuove unità abitative, scuole e così via.



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